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INTERVISTE

UN CAFFE' CON FEDERICA DI IESU


Buongiorno oggi ho il piacere di intervistare un'artista a 360°, scrittrice, illustratrice, grafica, restauratrice, pittrice e chi più ne ha più ne metta!!
Sto parlando di Federica Di Iesu, che ho avuto il piacere anche di conoscere personalmente e che non vedo l'ora di riabbracciare!! Ma conosciamola meglio attraverso le sue risposte alle mie domande!!













1 - Chi è Federica Di Iesu?

Sai che delle volte me lo chiedo anche io? Chi sono? A volte mi sento forte, sicura, indistruttibile, altre volte invece mi sembra di avere l’orientamento di un pesce rosso. Posso dirti che sono assolutamente imperfetta, troppo empatica, vivo per la creatività, gli affetti sono la cosa più importante al mondo e odio il formaggio.

2 - Com'è nata l'idea del Romanzo CARINO, MA NON E' IL MIO TIPO?

Nel 2012, nel camper dei miei. Ero fuori casa da un paio di settimane circa a causa del terremoto in Emilia. L’epicentro era a due passi da noi e la tensione delle scosse continue saliva ogni giorno. Avevo bisogno di respirare, di portarmi con la testa in uno spazio temporale che potesse farmi stare bene e siccome di bei ricordi ne ho tanti ho voluto pescare tra quelli che mi hanno divertita e mi hanno fatta sentire amata di più.

3 - Tra tutti i Romanzi che hai scritto quale senti più tuo?

Tutti, davvero. Ogni romanzo l’ho vissuto fino in fondo. Un treno in corsa è stata la scoperta verso questo viaggio come autrice partito nel 2010, poi “Carino, ma non è il mio tipo!” dove Sabrina sono io, “Caffè e trucioli di sole” che mi ha fatto conoscere meglio alle lettrici, “Un istante per sempre” che mi ha fatta sognare classificandosi nei primi posti al concorso il mio esordio. Ecco, forse come storia una tra quelle più vicine a me è “Come polvere tra pagine e stelle.” In Stilly Smith ero particolarmente ispirata e “Oggi non è un giorno qualunque” mi ha dato grandi soddisfazioni.

4 - Come mai hai scelto di creare una nuova versione di "Carino, ma non è il mio tipo" vestendolo di una nuova Cover?

Nel 2012 avevo scritto il romanzo pensando a liberare più me che a piacere ai lettori. Non avevo ancora capito i meccanismi dell’editoria, pensavo solo a lavorare in cantiere e su questo mondo non mi ero nemmeno accostata alla finestra per sbirciare. Ho voluto dare una seconda occasione per fare conoscere questa storia tra Sabrina e Leo, perché è quella che ho vissuto io con l’amore della mia vita. Creare una nuova cover era per differenziare la nuova pubblicazione da quella vecchia che pian piano verrà tolta dal commercio.

5 - La Leggenda dell'albero delle ciliegie è vera o romanzata?

La leggenda è vera! Se dai un’occhiata sul web la trovi.

6 - Come tutti noi ben sappiamo, Federica sei un'artista a 360°; conosciamo la Federica scrittrice, l'artista, l'illustratrice, la grafica e chi più ne ha più ne metta. Una donna eclettica e dalle mille risorse. Ma quale di tutte queste passioni che hai rispecchia di più il tuo essere?

La tua domanda mi mette in crisi.
Essere creativa vale? Diciamo che mi piace inventare storie, inventare copertine oppure inventare un disegno per una parete. Sono un’inventatrice! :-D

7 - Ora sappiamo che Sabrina in realtà sei tu: ci racconti una tua figuraccia?

Beh, la regina indiscussa delle figuracce non te la dirò MAI! Ho una dignità da salvaguardare. Però tra le figure che mi vengono in mente così senza pensarci troppo c’è quella del cinema. Avevo 17 anni, forse ero al secondo o terzo appuntamento con il mio ex e avevamo appena terminato di guardare una proiezione, lui vede dei suoi amici e mi dice andiamo giù a salutarli così te li presento. Il mio ex mi supera per paura di non fare in tempo a raggiungerli e si fa largo tra la folla, io per non restare troppo indietro ho accelerato il passo, ma il tacco ha scivolato sul gradino e mi sono fatta tutta la lunga scalinata cadendo giù fino all’ultimo scalino. Sicuramente i suoi amici hanno avuto modo di conoscermi bene sin dal principio.
Poi sbaglio spesso chat. Le mie amiche mi avevano incaricata di comprare un costume da mare per un’amica comune, doveva essere una sorpresa, ma ho inviato la foto alla festeggiata! Bella sorpresa, vero? Oppure una recente che Manu del Rifugio sa bene è la diretta su facebook partita per sbaglio mentre facevo altro. Ne avrei altre, ma diventa troppo lunga la cosa!

8 - Esiste un libro che ha avuto una grande influenza nella tua vita?

“Il giardino segreto”, forse perché è il primo che mi ha appassionata alla lettura.

9 - Dato che ami l'arte, quale artista/pittore senti più nelle tue corde?

Ho sempre amato W. Kandinky ma è uno stile lontano dal mio e ho una stima profonda per Leonardo da Vinci: unico.

10 - Ci puoi svelare qualche retroscena legato alla tua di storia d'amore, per farci sognare a occhi aperti?


Non vorrei deludervi, ma più che raccontarvi fatti romantici, che sì ci sono stati, ma tutto molto tradizionale, come la serenata la notte prima di sposarci cantata da lui (parecchio stonato), oppure un “mazzo” di palloncini liberati al buio con delle lettere fluorescenti appese che componevano la scritta “Ti amo”, ho ricordi più divertenti che lo identificano meglio. Alla fine del terzo appuntamento non era ancora scattato il bacio perché lui era un po’ intimorito da quella che avrebbe potuto essere la mia reazione. Ricordiamoci che lui aveva 22 anni e io 33. Saliamo sulle rispettive macchine, perché io ancora non volevo che mi venisse a prendere a casa e che sapesse dove abitavo, arriviamo al semaforo rosso con le auto affiancate, ci salutiamo un’ultima volta, poi prima che scattasse il verde gli urlo: “Ma questo bacio?” lui con una manovra improvvisa mi blocca quasi la macchina posizionando la sua davanti, con tutti gli altri conducenti dietro e fa per venirmi a baciare, ma proprio a un passo dalle mie labbra, il semaforo diventa verde e io schiaccio sull’acceleratore. Vi lascio così lettrici, proprio come ho lasciato il mio Leo quella sera sotto al semaforo!!


Ringrazio moltissimo Federica per aver fatto quattro chiacchiere con me e aver aperto il suo cuore a tutti i lettori!!

Il Rifugio del Fantasy






UN CAFFÈ CON GIULIA UNGARELLI 





Buongiorno a tutti.
Ho il grande piacere di intervistare una grande scrittrice, come Giulia Ungarelli,  che con la sua energia e i suoi viaggi sempre al confine del mondo. Ha saputo catturarci con le sue storie e suoi misteri sempre da risolvere, sviluppandosi in un genere Thriller, da mozzare il fiato.








BENVENUTA GIULIA
- Grazie dell’invito, Maria!




1) Com’è nato il libro Novanta Giorni?

- Come tutti gli altri, dalle mie passioni e dalla voglia di parlare di realtà che troppo spesso vengono ignorate. Sono un’amante del mondo militare, cresciuta da un carabiniere e con molti amici nell’Esercito. Andrea e la sua storia nascono dalla necessità di raccontare di una donna diversa, troppo forte, troppo indipendente da diventare quasi un problema. Una donna coraggiosa e impavida, pronta a sacrificarsi per gli altri, senza remore. Ma anche per far conoscere vicende, che pur essendo lontane da noi, esistono e devono essere conosciute.

2) Che legami senti con i protagonisti di questo ultimo romanzo?
 
- Pazzesco. Non avrei mai immaginato di poter provare un reale affetto per dei personaggi di fantasia. Andrea è come se fosse diventata la mia migliore amica e Rendy mi riempie il cuore. Scrivere di loro è stato un viaggio pieno di emozioni e una crescita personale. Tengo davvero molto a questi due, penso che abbiano molto da esprimere e insegnare.

3) Perché Andrea, ufficiale dell’Esercito Canadese, cerca in tutti i modi di tenere Rendy lontano? E cosa teme che lui possa scoprire?

-Andrea è una donna complicata, segnata da vicende traumatiche. Estremamente riservata, con il solo obiettivo di fare al meglio il suo lavoro e spazzare via i pregiudizi su di lei e la sua condizione. Rendy è un reporter in cerca di storie da prima pagina, inevitabilmente questo porta la ragazza a non fidarsi e a tenersi a distanza. Ma non posso andare troppo nel dettaglio, rovinerei la lettura.

4) Come mai Rendy ha sempre desiderato diventare un reporter, cosa l’ha spinto a diventarlo?

- Oh, il mio dolce e determinato Rendy. Lui ha un animo nobile, buono e altruista. La sua infanzia lo ha portato a voler combattere gli oppressori e aiutare i più deboli. Ha trovato nel giornalismo un’arma e nel cuore il coraggio di usarla.

5) Qual è stato il protagonista che ti ha fatto più penare per descriverlo e quale invece ti ha emozionato di più?

- Il protagonista più difficile da scrivere, a oggi, è il buon caro e vecchio Connor. Opsss… spoiler.
Più emozionante, direi Andrea. Anche se indossare i panni di Fergus Macbeth mi è piaciuto moltissimo!

6) Cosa provi quando vedi, nero su bianco, la storia che hai desiderato scrivere nei mesi scorsi?

- Tanta gioia e sollievo! È sempre una grande soddisfazione, perché, nonostante tutto, ho raggiunto un altro traguardo ed è molto gratificante. Subentra poi l’ansia e la paura per l’uscita e mille altri problemi, però non lo cambierei per nient’altro al mondo.

7) Com’è nata questa idea sorprendente e allo stesso tempo folle di creare una serie intitolata F.O.N.T.I.?

- Sono una fan di trilogie, saghe e serie più libri ci sono meglio è. Mi stuzzicava l’idea di realizzare una serie con uno stesso filo conduttore, ma con personaggi, ambientazioni e storie differenti. La parola FONTI mi è sembrata affascinante e azzeccata per il progetto che avevo in mente. Lo scopo era intrecciare passato e presente in un’unica storia e il modo migliore per farlo era che le protagoniste, e il lettore, venisse a conoscenza di queste storie tramite fonti differenti. Ishbel, in Forte nel Tempo, scopre la storia di Fergus grazie ai suoi diari. Zahra tramite il racconto della sua tata; Rendy le trasmette con delle registrazioni vocali… nelle ultime due storie ci saranno ulteriori modi per esprimerle.

8) Che messaggio vuoi trasmettere ai tuoi amati lettori con i tuoi libri?

- FORZA. Forse non si è ancora capito bene, ma sono una femminista convinta e agguerrita. (ahahahah) Vorrei trasmettere la nostra forza, la nostra importanza, spronare e dare speranza. Sono molto simile a Rendy, sempre dalla parte delle minoranze, dei discriminati e dei più deboli. Inoltre, il mio intento è quello di distruggere gli stereotipi e far sapere al mondo che ci esistono anche uomini che usano il cervello e il cuore.

9) Noto che la forza delle donne  è un tema che tieni a centralizzare in tutti i tuoi romanzi, come mai?

- Senza volerlo ho risposto a questa domanda sopra.

10) Sapresti descrivere con tre aggettivi i tuoi romanzi?

- Accattivanti, multigenere e originali (si spera ahahah).


Grazie mille per avermi fatto entrare nella tua vita e ti auguro che il tuo talento  non ti abbandoni mai, perchè io di certo non ti abbandonerò mai!
Quindi lettrici dopo questa intervista spero di cuore, che vi farete catturare da questa bravissima scrittrice.
Alla prossima!


88stellam88





UN CAFFE' CON EMILIANO REALI
AUTORE: Emiliano Reali
TITOLO: Il seme della speranza
GENERE: Romanzo fantasy
PREZZO CARTACEO: 15,00€
EDITORE:Watson Editore








blogtour
Buongiorno! Tappa SERENDIPITY per il 
BLOG TOUR Il seme della speranza
CHIACCHIERE E CURIOSITA'

1.    Qual è stata la tua prima lettura non imposta da altri?

Suggerita direi, quando ero piccolo, “La guerra dei bottoni” di Louis Pergaud.


2.    La sceglieresti di nuovo? Oppure no? Perché?

Mi piacque molto, sento ancora se ripenso a quelle pagine quel senso di avventura, la sfida di quando ti affacci alla vita, credo sia un testo da consigliare ai giovani. Quindi la risposta è sì.


3.    Anche se hai scritto un romanzo fantasy, hai un genere letterario preferito?

Sogno un mondo dove la letteratura non venga suddivisa in generi, lo trovo restrittivo, un bel libro è bello e basta.


4.    Il tuo romanzo è entrato nelle scuole… descrivi Emiliano Reali studente con tre aggettivi.

Elementari (insicuro, ingenuo e fragile)
Medie (insicuro, fragile e ingenuo)
Superiori (ferito, spaventato, insicuro)
Università (curioso, determinato e emotivo)


5.    Il tuo percorso scolastico si è rivelato incisivo e adeguato fin da subito, 
oppure la passione per la scrittura è nata dopo?

Ero un bambino vittima di bullismo, quindi scelsi il liceo scientifico (dove andava mio fratello, sperando mi proteggesse) anche se avrei dovuto assolutamente fare il classico. La passione per la scrittura comunque è nata dopo la laurea, prima di allora mi sfogavo solamente su pagine ingiallite e stropicciate di vecchi diari.


6.    Le tue recensioni seguono l’istinto e ciò che il libro ti trasmette o 
segui comunque uno schema di base?

La recensione segue uno schema, che tenterò di riassumere approssimativamente. All’inizio si presenta l’autore e l’opera, poi ci si accosta alla trama, e infine si esprime il proprio parere riguardo lo stile, il contenuto e le emozioni suscitate. La mia scrittura in genere è immediata e istintuale in prima battuta, poi le conferisco un ordine (quando ci riesco!).


7.    La letteratura fantasy nel suo senso moderno ha meno di due secoli ma già le prime opere letterarie dell’uomo possono essere ricondotte ad una sorta di fantasy. 
Sei d’accordo con questa affermazione?

Come detto poc’anzi non amo la definizione di letteratura di genere, “Il seme della speranza” stesso è ricco di magia, fantasia, avventura, ma tratta anche della società attuale, di problematiche serie e complesse.
E’ impossibile stabilire confini netti, sono contro le etichette e gli stereotipi, e questo vale non solo per i libri ma per la vita in generale.


8.    In una determinata situazione particolare ti viene chiesto di salvare 
un solo libro per l’umanità futura. Quale decidi di salvare?

Non ce la farei, scegliere vorrebbe dire acconsentire alla morte di tutti gli altri!


Grazie e complimenti per questo tuo "ecofantasy" che presto leggerò!



 


UN CAFFÈ CON LAURA RIZZOGLIO




Buongiorno! Oggi vi voglio presentare Laura Rizzoglio e il suo romanzo Edenya. Un fantasy che ho molto apprezzato e che ho trovato molto originale e coinvolgente!




TRAMA:

E se gli angeli esistessero veramente, ma non fossero quegli esseri alati che il nostro immaginario collettivo ci ha sempre fatto credere? Due mondi legati indissolubilmente da secoli, un paradiso che pare tale, ma nasconde in fondo crudeltà, amori proibiti e divinità assetate di sangue e potere. Due ragazze, Anna e Clara, troveranno in loro stesse e nella loro amicizia la forza per perdonare e combattere il male, scoprendo infine un segreto che potrebbe permettere loro di vincere.





1) Come è nata l'idea di Edenya?


Ci sono due fattori alla genesi di Edenya: una mia crisi spirituale enorme, seguita alla morte di mia nonna, e il legame fortissimo che ho con mia figlia Anna, che mi ha ridato la voglia di scrivere e di inseguire di nuovo i conigli nel meraviglioso mondo di Alice. Edenya è una rivisitazione del paradiso "secondo me", e come dice giustamente Adam "Non ci sono scusanti per ciò che decidiamo di fare. La responsabilità è comunque e sempre la nostra".

2) Sei legata a un personaggio in particolare?

Sono legata a più personaggi in particolare. Adam, Clara e Lauren non sono altro che horcrux della mia anima. Tra tutti, comunque, adoro Adam, il personaggio che secondo me evolve di più all'interno del romanzo.

3) Anche io adoro Adam! A mio parere è il protagonista più complesso e questo lo rende molto realistico. Ti sei ispirata a qualcuno per questo personaggio?

Adam è la parafrasi dell'essere umano. Una personalità complessa, perché deve decidere come agire e le scelte non sono quasi mai facili da fare nella vita, specie se riguardano punti salienti, la vita o la morte, la felicità o l'infelicità, il sacrificio o il benessere, la salvezza o la dannazione dell'anima.

4) Per Edenya ti sei ispirata a qualche libro o film?

Il mondo di Edenya è ispirato al paradiso del film "Al di là dei sogni", uno dei film che più ho amato nella vita, con il magistrale Robin Williams, anche in quel caso si discute di paradiso e di inferno, di scelte e di paradossi.

5) Hai una scrittrice o scrittore che prendi a modello?

Come stile di scrittura, penso di no. Come autrice, assolutamente la Rowling: un modello in tutto e per tutto. Il mondo di Harry Potter è un universo fantastico a cui aggrapparsi. Un altro mondo al quale sono particolarmente legata è quello del Buffyverse, Joss Whedon è un altro indiscusso genio.

6) Stai lavorando al secondo volume di Edenya, Illirya. Sappiamo già quando uscirà?

L'uscita di Illirya è purtroppo incerta. La casa editrice Lettere Animate sta chiudendo e io sto cercando un altro editore che voglia "adottarmi" e non è facile. Dunque, è possibile che l'uscita, che era preventivata per quest'anno, sia rimandata al prossimo. Se non trovassi nessuno, comunque, pubblicherò la trilogia in self. Non potrei mai abbandonare Clara e Anna, o Adam e William.

7) In questo secondo capitolo cosa succederà a Clara e Anna? Puoi già dirci qualcosa?

In questo secondo capitolo scopriremo qualcosa di nuovo su Edenya, degli otto Serafini che lo governano, ne avevamo conosciuti solo due, e un nuovo pianeta sarà scoperto da una delle gemelle: Illirya. Un mondo selvaggio e pieno di pericoli, con personaggi fantastici e possenti. Non mancheranno le sorprese neanche in questo capitolo, e il legame tra Clara e Anna si assesterà dopo qualche momento di tensione. al posto delle poesie, a fare da incipit a inizio capitolo ci sarà un disegno di ogni personaggio. Non posso dire di più.
Ringrazio Laura per il tempo che mi ha dedicato e cosa dirti... non vedo l'ora di leggere Illirya per conoscere le nuove avventure di Clara e Anna e, naturalmente, anche per incontrare di nuovo Adam!
profumodilibri99



UN CAFFÈ CON ESTER AQUINO





Oggi ho il piacere di presentarvi Ester Aquino e il suo primo romanzo " Il posto del cuore".
Un libro che mi ha fatto palpitare, portandomi a conoscere le bellezze della costa Calabrese.

BIOGRAFIA:

Mi chiamo Ester Aquino, ho 28 anni e vivo in Calabria, in un piccolo paesino. 
Ho conseguito una laurea triennale in scienze della comunicazione e la magistrale in scienze filosofiche.







1) Com'è nata questa passione della scrittura?

- Non c’è un momento preciso in cui è nata la mia passione per la scrittura. Ho sempre avuto molta fantasia e da piccola scrivevo il diario segreto, parlavo delle prime cotte o di quello che mi accadeva. Crescendo, alle scuole superiori, ho iniziato a scrivere delle vere e proprie storie che non ho mai pubblicato e poi due anni fa, ho iniziato a scrivere “Il posto del cuore” e ho deciso di provare a pubblicarlo. 

2) Quanto sei legata alla tua terra e alle sue tradizioni?

- Sono molto legata alla mia terra, la trovo bella e piena di risorse. Il mio libro è ambientato in Calabria proprio per questo, ci sono dei posti meravigliosi che meritano di essere raccontati. Sicuramente qualcuno li conosce già, ma per chi non li ha mai visti potrebbe essere un buon modo per visitarli. 

3) Quale personaggio ti senti più affine e quale di meno?

- Sicuramente sono più vicina a Marta e forse anche all’anziano del porto, per il loro modo di pensare e di intendere l’amore, mentre forse sono più lontana dal personaggio di Paolo, ma in realtà li amo tutti questi personaggi e in ognuno di loro posso trovare qualcosa che si avvicina alla mia persona. 

4) Perché Paolo ha cosi paura del futuro con Marta? Cosa lo spinge a scappare?

- Il futuro spaventa tutti noi, non lo conosciamo e andare alla cieca può metterci paura. Marta, essendo una donna, ha quel coraggio in più, si butta e cerca di non pensare a ciò che sarà e vive il presente. Paolo è immerso nel suo lavoro e il cambiamento lo spaventa. Non sa scegliere e non sa cosa sia giusto o sbagliato, è meno coraggioso perché si sente impaurito dal futuro che potrebbe cambiargli la vita, ha bisogno di un po’ di tempo in più per capire cosa vuole davvero. Non scappa perché non vuole restare vicino a Marta, ma perché ha troppa paura di perdere il lavoro a cui tiene, non capendo che potrebbe perdere l’amore della sua vita. È in conflitto con se stesso fra il lavoro e l’amore. 

5) Se fossi stata Marta cosa avresti cambiato, nel suo modo di pensare sull'amore? 

- Marta è totalmente immersa nell’amore, ama per due, forse non avrei cambiato niente, ma avrei provato a farmi desiderare, a non correre sempre da lui, a non aspettare. È doloroso e nessuno ci insegna ad amare, quindi una situazione bisogna viverla per capirla davvero e per provare a capire i sentimenti che si provano. 

6) Come avresti agito alle continue delusioni di Paolo?

- Sicuramente avrei provato a fargli capire il mio punto di vista, mettendo in evidenza ciò che provavo e quello di cui avevo bisogno. Nell’amore ci vuole coraggio e credo che avrei chiesto questo.

7) Il tuo libro è tratto da una storia vera o di fantasia?

- “Il posto del cuore” è una storia di fantasia, l’ho inventata e pensata ogni giorno fino alla conclusione. Vedevo i personaggi muoversi e fare le loro azioni nella mia mente e poi mettevo tutto nero su bianco. Nella mia testa loro avevano davvero una vita che poi ha preso forma nella scrittura.

8) A quale scrittrice t'ispiri e quale ti ha fatto avvicinare al mondo dei libri?

- Amo i romanzi di Nicholas Sparks, il suo modo di raccontare mi ha fatto spesso emozionare e sentire parte della storia. Leggo anche altri generi, anche se non amo quelli troppo violenti, e quando ero più piccola leggevo molti fumetti di Paperino.



Ringrazio tantissimo la scrittrice per averci fatto conoscere la storia di Marta e di Paolo e per avermi dedicato il suo tempo, nel rispondere alle mie domande.
Augurandole altri progetti di scrittura.


88tellam88






UN CAFFE' CON EUGENIO POCHINI





Oggi ho avuto il piacere di intervistare per voi uno scrittore fantastico che mi ha condotto con la fantasia tra mari e isole deserte fino ad imbattermi nel temibile Leviatano...sto parlando di Eugenio Pochini, conosciuto tramite la lettura di SANGUE PIRATA, di cui trovate la recensione anche qui sul Blog...ma partiamo con le domande!!









1 – Chi è Eugenio Pochini?
Ogni tanto me lo chiedo anch’io. Sono molte cose, in realtà. Però posso dirti con certezza che ho sempre sognato di diventare uno scrittore, fin da quanto ero bambino. Sono nato a Civitavecchia, nel 1984, e ho trascorso l’infanzia tra viaggi e libri, fantasticando ogni volta che potevo. E cioè sempre. Un vizio che coltivo con passione ancora oggi (non mi vergogno ad ammetterlo). Ricordo che mi piaceva tantissimo immedesimarmi nelle storie che leggevo, sognando di diventare come uno degli autore di quei romanzi che mi tenevano compagnia. Iniziai a buttare giù le prime righe quando ero alle elementari (magari copiando parti di libri che mi erano piaciuti), picchiettando le dita su un vecchia macchina per scrivere che avevamo in casa (e che ancora oggi custodisco gelosamente, malgrado non funzioni più), costringendo parenti e amici a leggere le mie “opere”.
2 – Com’è nata l’idea per il romanzo “SANGUE PIRATA”? E per l’antologia “5 MINUTI AL BUIO”?
“Sangue Pirata” è nato un po’ per gioco, un po’ per caso. Come ti dicevo, ho sempre amato scrivere. Anche se, durante gli anni del liceo, avevo abbandonato questa passione. Poi, mentre frequentavo l’università, mi imbattei casualmente in un corso di scrittura creativa. Grazie ai due professori che tenevano le lezioni (con i quali sono rimasto in contatto ancora oggi), ho ripreso in mano la voglia di scrittura. Così sono tornato a fantasticare di diventare (o almeno provarci) come uno degli autori che mi piacevano da bambino. E mentre una mattina passeggiavo al porto di Civitavecchia, mi ritrovai davanti la nave scuole della Marina Militare Amerigo Vespucci. Rimasi colpito dal veliero, che un po’ mi ricordava gli antichi vascelli dei pirati. Ho cominciato a domandarmi: “Chissà com’era vivere per mare, a quei tempi?” Ed ecco qui che la trama di “Sangue Pirata” ha iniziato a delinearsi nella mia mente. Per quanto riguarda “5 minuti al buio”, è stata una sorpresa anche per me. Mentre lavoravo alla stesura del secondo libro, mi divertivo a scrivere dei racconti (li trovo un ottimo metodo per esercitarmi e inventare storie brevi, facili da leggere), molti dei quali sono stati pubblicati in riviste specializzate, hanno vinto premi nazionali e internazionali o sono stati trasposti in audio-racconti. Un giorno scopro che il gruppo ufficiale italiano di Stephen King aveva indetto un concorso per i migliori dieci racconti horror da pubblicare in un’antologia (ognuno dei quali sarebbe stato accompagnato da un’illustrazione originale). Allora inviai una storia che avevo scritto pochi mesi prima, dal titolo “Finché morte non vi separi”, che tratta il tema della violenza sulle donne, il tutto condito con elementi soprannaturali. Mi ritrovai tra i dieci vincitori del concorso ed ecco qui “5 minuti al buio”.
3 – A quale dei due generi, completamente diversi l’uno dall’altro, ti senti più affine?

Con “Sangue Pirata” ho intrapreso un viaggio nel tempo, studiando e documentandomi sulla vita dei pirati, sulle navi e attingendo anche all’immaginario fantastico che noi abbiamo di quel periodo. È stata una bellissima esperienza, molto gratificante. Però, se dovessi scegliere, direi che forse mi sento più propenso a scrivere storie con trame attuali, come si dice “ambientate ai giorni nostri”.

4 – Da dove prendi ispirazione per scrivere?

Bella domanda. Credo che sia quella più temuta da chi, come me, tenta di mettere su carta i propri pensieri. Ovviamente scherzo. Non credo, però, che ci sia una risposta universale a questo interrogativo. Personalmente, come già ti dicevo, lavorando tanto di fantasia, ho sempre in mente idee e storie, molte delle quali nascono in maniera spontanea, del tutto casuale, magari osservando una scena per la strada (o in un film) o leggendo un articolo di giornale. Da lì si pianta il seme della trama. Poi il seme germoglia, piano piano, senza fretta (la pazienza è la virtù dei forti, dopotutto) e infine si ha una storia da raccontare. L’importante è che sia buona. Non solo per me, ma soprattutto per chi la leggerà. Bisogna sempre essere onesti con il pubblico. Purtroppo mi sono imbattuto in persone che copiavano a destra e a manca, attingendo da autori più famosi, magari cambiando qualcosa, nella segreta speranza di diventare “ricchi e famosi” (e non è un esempio, qualcuno me lo ha confessato). Non credo ci siano nulla di peggiore, in primo luogo perché non si è onesti né con se stessi, né con i lettori. E poi perché si perde l’originalità della propria ispirazione.

5 – Il tuo ultimo lavoro è “5 MINUTI AL BUIO” con la Casa Editrice La Ruota Edizioni. Quanto ti senti cambiato rispetto a quando hai iniziato il tuo percorso editoriale in self?

Tantissimo. La crescita personale (sia umana che professionale) è in costante aumento. E questo perché ho avuto modo di fare esperienze, di mettermi in discussione e di conoscere dei professionisti in ambito editoriale che mi hanno (e mi stanno) insegnando molto.

6 – Ci sono delle curiosità legate alla stesura di “SANGUE PIRATA” e di “5 MINUTI AL BUIO”?

Per quanto riguarda “Sangue Pirata” sì. Nella mia idea iniziale doveva essere il primo volume di una trilogia. Perciò iniziai a scrivere con questo intento. Poi mi sono reso conto che potevo condensare molti aspetti della trama in un unico volume, forse più corposo, tagliando le parti superflue. E così è stato, anche se ricevo ancora oggi molte mail di lettori che mi chiedono un secondo capitolo (la cosa mi diverte) o addirittura degli spin-off su alcuni personaggi minori.

7 - Esiste un libro che ha avuto una grande influenza nella tua vita?

Immagino tutti quelli che abbia già letto. E tutti quelli che ancora dovrò leggere.

8 – C’è uno scrittore che consideri il tuo mentore?

Credo che anche qui valga la stessa risposta di prima. Ogni scrittore mi ha insegnato qualcosa. E chissà da quanti altri dovrò ancora imparare.

9 – Visto che “SANGUE PIRATA” è una storia d’avventura che ha come scenario diverse isole, su di un’immaginaria isola deserta cosa porteresti con te?

Oltre ai libri, sicuramente tutte le persone a me care.

10 – Quali sono i tuoi progetti letterari futuri? Self o CE?

Sto ultimando il secondo romanzo, molto diverso da “Sangue Pirata”. Inoltre ho ricevuto diverse proposte in ambito editoriale (e non solo). Però non ho ancora preso una decisione. Il futuro è ancora tutto da scrivere. Un po’ come le storie che ho in mente.

Ringrazio tantissimo Eugenio per il tempo dedicatomi per farvelo conoscere un pò di più e non vedo l'ora di leggere la sua prossima avventura!!


Il Rifugio del Fantasy




2 commenti:

  1. Bellissima intervista Manu!!! Brava!! E bravissimo anche Eugenio!!!

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  2. Bella intervista! Io ho letto Il seme della speranza
    Annabeth's books

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